giovedì 16 luglio 2009

Amarene sciroppate

Amarene sciroppateDevo dire che vivere in città ha i suoi vantaggi, primo fra tutti una luuunga lista di fruttivendoli ben forniti… un bel giorno come tanti entri, vedi una cassettina sparuta da cui fanno capolino queste ciliegine dal colore strano, traslucido… poi leggi bene e vedi che non sono ciliegie, ma amarene, lol!!!
Chiedo visto che l’anno scorso non le avevo viste e mi dicono che si, in effetti le tengono ma c’è una sola contadina che gliene porta una cassettina, due all’anno perché tanto non le prende nessuno e se non si capita in bottega nei giorni giusti… ma si può??? L’anno prossimo le prenoto e nel frattempo mi do da fare per cercare un bel snocciolatore elettrico… quello che tengo ora è funzionale, ma borbotta e ha la tendenza a lasciare calzini sporchi in giro :P

La ricetta è del sito di Gennarino, già provata con risultati entusiastici con ciliegie e armelline al posto delle mandorle amare… fantastiche!!!

Uh, prima di passare alla ricetta… ci sono caduta anch’io. Parlo di Feisbuc, parlo. Qui trovate il mio profilo, qui la pagina su NetworkedBlog . E mo’ vediamo come va ;)

 

 

 

Amarene sciroppate
ricetta dal sito http://www.gennarino.org/
 
Ingredienti:
  • 1 kg di amarene (o ciliegie) snocciolate
  • 300 gr di zucchero
  • 3 mandorle amare (o armelline) tritate finemente

Procedimento:

Snocciolare le amarene e raccoglierle in una ciotola assieme allo zucchero e alle mandorle amare.

Dopo 24 ore scolare le amarene, far bollire il sugo che si è formato per 10 minuti e versarlo bollente sulle amarene.

Dopo 24 ore ripetere l’operazione.

Passate altre 24 ore separare nuovamente le amarene dal succo e farlo bollire per 15 minuti. Suddividere le amarene nei vasetti sterilizzati, aggiungere lo sciroppo bollente quindi chiudere, capovolgere i vasi e lasciar raffreddare.

 

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martedì 14 luglio 2009

Oggi sciopero



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giovedì 9 luglio 2009

Bagels alla senape

Bagels alla senapeNon ricordo bene come sia iniziata la mia bagels-mania… probabilmente leggendo questo post su Gennarino, già quelli nella foto Marité mi avevano stregato, poi la botta l’ha data la scoperta dei bellissimi video sul sito di Julia Child. Che avranno mai di particolare? Beh, già io con l’inglese faccio a botte, se poi si parla di americani… io passo! E invece no perché questi qui, nel menu accanto al video, hanno il testo completamente trascritto!!!
Echeccavolo, l’assidua frequentazione di blog in inglese qualche risultato l’ha pure dato… riesco a capire solo se si parla di cucina ma direi che già è un bel passo avanti ;)

Passo a passo ho trascritto e convertito in grammi la ricetta di Lauren Groveman, poi mi sono tornati in mente i bagels alla senape di Maritè ed ho fatto qualche piccola modifica. Che dire… provateli, son troppo boni!!!

Ups, dimenticavo, i video a cui mi riferisco si trovano qui, sono i primi due :)

 

 

 

Bagels alla senape
 
Ingredienti per 5 bagels grandi:
  • 280 gr di acqua tiepida
  • 3, 5 gr di lievito di birra secco o 12 gr di lievito di birra fresco
  • 15 gr di olio evo
  • 6 gr di zucchero
  • 12 gr di malto d’orzo
  • circa 390 gr di manitoba*
  • 6 gr di sale
  • 40 gr di senape forte

Per rifinire:

  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • 2 cucchiai di zucchero
  • farina di mais
  • semi di papavero
  • semi di sesamo

*la quantità indicata è quella da utilizzare lavorando con un’impastatrice, lavorando a mano sarà comunque un riferimento utile.

Procedimento:

Sciogliere il lievito in parte dell’acqua, aggiungere un pizzico di zucchero e far schiumare.

In un’ampia ciotola unire la rimanente acqua, olio, sale, zucchero, malto e senape, aggiungere il lievito e la farina –una tazza alla volta- mescolando molto energicamente con un cucchiaio di legno; per farlo agevolmente abbracciate saldamente la ciotola stringendola al petto con il braccio sinistro e con il destro impugnate il cucchiaio –mi raccomando, che sia robusto!-.

Quando l’impasto diventa veramente duro da lavorare in questo modo rovesciarlo sulla spianatoia molto ben infarinata ed impastare vigorosamente facendo assorbire ancora farina. Indicativamente il mio impasto ha assorbito 390 gr di manitoba, alla fine dovrà essere molto morbido e liscio -fate riferimento al primo video che trovate in questa pagina-.
Se non avete voglia di sporcarvi troppo le mani naturalmente l’operazione può essere fatta con un’impastatrice.

Ungere per bene una ciotola, versarvi l’impasto, ungerlo e coprire con pellicola; 24 ore in frigo gli faranno più che bene, altrimenti attendete semplicemente il raddoppio.

Portare il forno a 250°, con entrambe le resistenze accese.

Sgonfiare l’impasto e suddividerlo in 5 porzioni, formarle a pallina e schiacciarle leggermente, quindi praticare un foro con un dito ben infarinato; per allargare il foro io ho trovato molto pratico fargli fare l’hula-hop intorno al dito, altrimenti allargatelo con delicatezza alle dimensioni di un pugno.

Lasciar levitare le ciambelline 20 minuti (con questo caldo ne bastano 10), nel frattempo mettere a bollire una pentola d’acqua assieme a un cucchiaino di bicarbonato e due cucchiai di zucchero.

Quando i balgels sono pronti immergerli nell’acqua bollente cuocendoli un minuto e mezzo per lato; per testare se la lievitazione è a buon punto basta immergere un bagel in una pentola d’acqua fredda, in 10 secondi massimo dovrebbe tornare a galla.

Scolare i bagels con una schiumarola, appoggiarli su un telo per assorbire l’acqua in eccesso –non serve tamponarli- quindi trasferirli sulla spianatoia cosparsa abbondantemente di farina di mais, semi di papavero e di sesamo. Spolverarli subito con altri semi e, quando sono tutti pronti, trasferirli in una teglia.

Abbassare il forno a 230° e cuocere i bagels circa 25 minuti, con vapore, posizionando la teglia in basso.

Sono necessari almeno venti minuti/mezz’ora di riposo prima di poter gustare i bagels tagliati a metà, tostati e farciti con ciò che più vi piace… ma non provate assolutamente a conservarli per il giorno successivo, in caso meglio congelarli.

 

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mercoledì 1 luglio 2009

Torta di pesche affondate alla lavanda

Torta di pesche affondate alla lavandaEcco, l’ho fatto di nuovo!
E’ inutile, non posso resistere senza accendere il forno, è più forte di me… e poi ricordavo questa piccola meraviglia di Paoletta, provata e stravolta a suo tempo chissiricordacome…

Diciamo anche che nel week-end scorso il tempo non è che fosse poi ‘sto granchè quindi, spalancate le finestre, mi sono data da fare… beh, con una tazza di tè nero al gelsomino  -rigorosamente amaro- questa tortina è andata giù che è una bellezza :D

Uh, non so se l’avete notato ma per le ultime ricette ho reso disponibile una versione stampabile… vi basterà cliccare sul link in fondo al post e seguire le istruzioni visualizzate a sinistra per stampare la ricetta senza troppi orpelli inutili e mangiainchiostro ;)

 

 

 

 

Torta di pesche affondate alla lavanda
 
Ingredienti per una tortiera da 22 cm di diametro:
  • 190 gr di farina 00 per dolci
  • un pizzico di sale
  • un pizzico di vaniglia in polvere
  • 16 gr di lievito per dolci non aromatizzato
  • 40 gr di farina di mandorle
  • 150 gr di zucchero
  • 250 gr di yogurt di soia al naturale, denso e non acido
  • 40 gr di olio di mais o riso
  • 2 o 3 pesche a pasta gialla, anche quattro a seconda delle dimensioni

    Per rifinire:

  • 1/2 cucchiaino circa di fiori di lavanda secchi
  • 1 cucchiaio scarso di zucchero

Procedimento:

Portare il forno a 180° e rivestire una tortiera da 22 cm di diametro di carta forno, oppure oliarla e infarinarla.

Sbollentare una trentina di secondi le pesche per facilitare il distacco della buccia, pelarle e tagliarle a spicchi.

Frullare i fiori di lavanda con un cucchiaio di zucchero: servirà per rifinire il dolce.

Setacciare la farina con il sale, la vaniglia e il lievito, aggiungere la farina di mandorle, lo zucchero e mescolare bene.
Aggiungere lentamente, badando a non formare grumi, prima lo yogurt ed infine l’olio.

Versare il composto nella tortiera, affondarvi gli spicchi di pesca e spolverizzare con lo zucchero alla lavanda; cuocere per 40/45 minuti. La prova stecchino fa sempre fede ;)

 

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venerdì 26 giugno 2009

Cialde e coni al cacao per il gelato

Cialde al cacaoNon so voi, ma io frequento spesso la Lidl… a parte il lievito di birra secco senza riattivazione e il latte di soia i miei unici altri acquisti sono… caccavelle!!!
Ultimo acquisto, una bellissima cialdiera per fare i coni gelato :D

A me un gelato senza cono lascia un po’ così, come se mancasse qualcosa…

Ovviamente assieme alla cialdiera c’era pure un libretto con ricetta, ovviamente con le uova… sgrunt! 
I Gennarini mi sono venuti in aiuto con consigli e ricette preziose, prova, riprova e straprova è passato quasi un mese… ma ora, sono proprio soddisfatta!

Sono cialde discretamente cioccolatose che si sposano divinamente con un bel sorbettone ai lamponi (niet foto, si squagliava!) e fatte con una cialdiera elettrica… se avete un bel ferro da fuoco invece provate queste di Paoletta, che tra l’altro sono molto più dietetiche delle mie ;). Vengono benissimo pure con l’aggeggino che ho io, aggiungendo un po’ di liquidi. Però… le volevo più cicciose :)
Il prossimo passo? Meno cioccolatose, più maltose… slurp!

 

 

Cialde al cacao
 
Ingredienti per 12 cialde:
  • 80 gr di farina 00
  • 5 gr di cacao amaro
  • 45 gr di zucchero
  • un pizzico di sale
  • 20 gr di malto d’orzo
  • 130 gr di latte di soia tiepido
  • 40 gr di olio 

Procedimento:

Sciogliere il malto in un po’ di latte tiepido.

Setacciare cacao e farina, unire lo zucchero, il sale ed aggiungere il latte, il malto ed infine l’olio; procedere lentamente mescolando per bene con una frusta, in modo da non formare grumi.

Accendere la cialdiera posizionandola a potenza 2, in pochi secondi andrà in temperatura.

Versare un cucchiaio e mezzo* di impasto sulla piastra (potete ungerla leggermente, ma io non l’ho fatto e son venute bene lo stesso), chiuderla e tenere premuto delicatamente la piastra superiore per una ventina di secondi. Le cialde cuociono in 2/3 minuti, quando non presentano parti umide sono pronte… non riesco ad essere più precisa, ma vedrete che già alla seconda cialda avrete capito qual è il giusto punto di cottura: se raffreddando non diventano croccantissime sono poco cotte, se invece si irrigidiscono in due secondi diminuite il tempo di cottura.

Ora procedere alla formatura, è necessario farla molto rapidamente visto che appena le cialde raffreddano diventano croccanti e rigide;
trasferire la cialda su un piatto e formatele con l’attrezzino apposito: appoggiatelo al centro della cialda con la punta a un dito dal bordo, avvolgetevi sopra il lato destro, tenetelo fermo con l’indice della mano sinistra e con la mano destra fate ruotare lo stampo in senso antiorario; alla fine dovreste trovarvi con la mano destra che impugna la forma e e con la chiusura del cono a contatto con il piatto… giuro che è più difficile da leggere che da fare, ma in questo modo non ci si scotta troppo! Al limite, prima fate un po’ di prove con un tovagliolo, perché poi bisognerà lavorare veramente molto, molto in fretta ;)

Se non volete il cono… beh, vi basterà formarle premendole su un mattarello o una bottiglia di vetro per avere delle carinissime cialde da riempire con ciò che più vi piace ;)

Si conservano a lungo in una scatola di latta ben chiusa.

*con questa dose, vengono coni di dimensioni umane

 

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